UNA INTERESSANTE INIZIATIVA SU DONNE E GUERRA

 

Si tiene martedì tre dicembre – a partire dalle ore 17:30, presso la sala del Munizionere del Palazzo Ducale di Genova, sita in piazza Matteotti – una conferenza, alla quale partecipa un folto pubblico, dal titolo: “Donne e guerre oggi”.

 

L’evento rappresenta l’ottavo e ultimo atto del secondo ciclo di conferenze sul tema “Genova delle donne”, dedicate a quelle che hanno fatto la storia della città: il primo, tenutosi nel 2018, fu destinato alla memoria delle eroine del Risorgimento.

 

In sala è allestita una piccola mostra, con disegni raffiguranti alcune combattenti kurde delle Ypj (Unità di Protezione delle Donne) cadute nella lotta contro il Daesh, compresa la britannica Anna Montgomery Campbell.

 

A questi si affiancano anche i ritratti del combattente italiano Lorenzo Orsetti e della cilena Daniela Carrasco detta Mimo, torturata, violentata, ed impiccata – perché simbolo della protesta nel suo Paese – da uomini presumibilmente legati allo Stato sudamericano.

 

Ospiti dell’iniziativa sono: la siriana Mirna Kassis, l’ecuadoriana Yumida Olmedo Vega, e la cilena Eva Del Carmen; avrebbe dovuto essere presente anche la kurda Ezel Aliou, ma un incidente stradale lo ha impedito.

 

Ad aprire la giornata, dopo una breve introduzione, è Bice Parodi dell’associazione Senza Paura – organizzatrice della manifestazione – che riflette sull’attualità del tema trattato, per poi mandare in onda la registrazione di un’intervista con la ragazza kurda.

 

Costei racconta la sua esperienza di rifugiata a Bussoleno, in provincia di Torino: in Turchia è stata condannata all’ergastolo per aver lanciato una pietra all’indirizzo degli sbirri del regime, e naturalmente non può più tornarvi.

 

A seguire la parola passa alla giovane siriana che vive a Genova dal 2012, dove ha conseguito la laurea, al conservatorio Niccolò Paganini, in “canto lirico”: anche lei ha un passato burrascoso, avendo vissuto un anno e mezzo di guerra, ma – per sua stessa ammissione – nulla di paragonabile con quanto vissuto da chi l’ha preceduta.

 

Sottolineato il fatto che ambedue hanno espresso il desiderio di tornare in patria appena sarà possibile, resta da dare spazio alle parole delle due ragazze sudamericane, a partire dal racconto della cilena.

 

Ella racconta di una situazione drammatica, con i carabineros che fanno impunemente, utilizzando una violenza estrema, quello che vogliono: ad esempio Valparaiso, patrimonio mondiale dell’umanità,  è completamente distrutta.

 

Inoltre, ricorda che il governo italiano si è premurato di esprimere, per bocca di uno dei sottosegretari al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la propria solidarietà non già ai popoli cileni, ma al presidente Sebastian Pinera.

 

A chiudere tocca alla giovane ecuadoriana, a Genova dal 1998, che racconta la drammatica situazione che sta vivendo il suo Paese che è figlia degli avvenimenti che l’hanno portata ad emigrare, quando fu distrutto il tessuto sociale dell’Ecuador.

 

Bosio (Al), 04 dicembre 2019

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

http://pennatagliente.wordpress.com